in cosa consiste

Durante la prima visita reumatologica viene condotta una rigorosa anamnesi nel corso della quale verranno proposte numerose domande per stabilire l’epoca di insorgenza del dolore articolare (sintomo più comune delle malattie di interesse reumatologico), le sue caratteristiche, la risposta a eventuali terapie già tentate ecc. Non verranno, inoltre, trascurate le abitudini alimentari, lo stile di vita, la menopausa, la presenza di altri sintomi, quali febbre, dimagramento, difficoltà respiratorie ecc.

Nel corso della visita reumatologica viene stilata una relazione scritta, da consegnare al medico curante, nella quale viene indicata la conclusione diagnostica (se già raggiunta) e le relative terapie consigliate o, alla luce di ipotesi diagnostiche, vengono richiesti ulteriori approfondimenti con esami clinici o strumentali.

L’esame obiettivo consisterà in una visita generale e locale a livello delle articolazioni, dei muscoli e delle ossa dello scheletro. In caso di riscontro di presenza di liquido sinoviale nelle articolazioni, potrà essere utile aspirare tale liquido con una siringa (artrocentesi) per studiarlo con un esame macroscopico e microscopico, teso ad accertare se si tratti di tipo infiammatorio o meno, e per ricercare la presenza di microcristalli di acido urico (diagnostici di gotta) o di pirofosfato di calcio (diagnostici di condrocalcinosi). Si potranno anche iniettare delle sostanze medicamentose nelle articolazioni, quali il cortisone a lento rilascio o preparati di acido ialuronico (infiltrazioni intra-articolari).

Sia l’artrocentesi che l’infiltrazione generalmente non causano più dolore di una iniezione intramuscolare.

Riccardo Capozza - miodottore.it