Mesoterapia dolore articolare Prima seduta

15 minuti; ogni inoculazione causa la formazione di un piccolo ponfo cutaneo che scompare in poche ore. La mesoterapia può essere praticata solo da medici.

La mesoterapia antalgica per il dolore articolare è una tecnica medica, largamente diffusa, consistente nell’iniettare all’interno del derma quantità modeste di farmaci, che siano classici, fitoterapici oppure omeopatici.

L’infiltrazione avviene tramite delle microiniezioni (i cui aghi hanno dai 4 ai 6 mm di lunghezza), mediante le quali i farmaci vengono introdotti nello strato sottocutaneo (il meso), in piccole quantità, mediante specifiche tecniche e a profondità stabilite, in corrispondenza delle zone interessate.

Essendo una terapia locale, essa garantisce il vantaggio di evitare sia la somministrazione di farmaci per via generale (orale o parenterale), sia la dispersione del farmaco in zone in cui non sia utile (cosa che avviene normalmente durante la somministrazione dei farmaci per le vie generali, quali la somministrazione orale o intra-muscolare).

Tra gli effetti collaterali si segnala la reazione allergica, come per ogni terapia farmacologica. Per minimizzare al minimo questo rischio è necessaria un’attenta anamnesi da parte del medico prima del trattamento. La mesoterapia antalgica è quindi una tecnica terapeutica per la soluzione di patologie dolorose a carico dell’apparato muscolo-scheletrico.

Le principali patologie oggetto del trattamento sono quelle dolorose del rachide cervicale (cervicalgia, torcicollo etc.), quelle del rachide dorsale (contratture, fibromialgia) e del rachide lombare (lombosciatalgia, lombalgia).

Oggetto del trattamento antalgico risulta essere anche la traumatologia in generale, le patologie dolorose dell’arto superiore (vedasi periartrite scapolo-omerale, tunnel carpale, rizoartrosi del pollice) e quelle dell’arto inferiore (come l’artrosi, la tendinite, la tallonite e l’alluce valgo).

La seduta di mesoterapia, in base all’estensione delle sedi e alla quantità di soluzione, può durare fino a 10

Riccardo Capozza - miodottore.it